OLBIa PROVINCIA Cgil: su Meridiana intervenga l’Aga Khan

 

da La Nuova Sardegna DOMENICA, 02 NOVEMBRE 2008

Non rischia soltanto la Sassari-Olbia contraccolpi per il Costa Smeralda

Dure reazioni all’ipotesi del dirottamento dei soldi verso il Nord Italia. Mauro Pili ammette: in corso verifiche su tutte le risorse. Sibillina risposta dell’Enac a Mannoni

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di GUIDO PIGA
 OLBIA. Non tutti i nord sono eguali, qualcuno lo è di più. Quello italiano, la mitica Padania, ha più popolazione, più ricchezza, più voti da offrire al governo Berlusconi a trazione settentrionale. Al confronto, il nord Sardegna è così piccolo che, nel rimescolamento dei fondi di Tremonti, richia di perdere non solo quelli per la Sassari-Olbia ma anche quelli per l’aeroporto Costa Smeralda.
 Paradossolmente, le notizie (brutte) per l’isola le hanno rese pubbliche, e continuano a farlo, gli industriali, quelli più vicini al governo. Il presidente sardo dell’associazione ha denunciato, con una pacata ma coraggiosa lettera indirizzata a Berlusconi, il pericolo che i 470 milioni per la Sassari-Olbia possano essere dirottati nel Nord d’Italia. Sono sì inseriti in un’ordinanza del presidente del consiglio sul G8 (è di agosto), ma non sono stati confermati nel decreto legge (di ottobre) che ha sbloccato solo i 233 milioni per la costruzione degli hotel alla Maddalena.
 Il quotidiano degli imprenditori, «Il Sole 24 ore», ha delineato il quadro che porterebbe allo scippo. Fornendo tutti i dettagli, ha raccontato che cosa sta succedendo in questi giorni nel governo sui fondi per le aree svantaggiate, una partita miliardaria che deve (dovrebbe) aiutare le regioni povere, come la Sardegna. I ministri litigano sulla destinazione dei soldi, Berlusconi li corregge, davanti agli imprenditori, sugli importi spendibili.
 Per Scajola, ministro dello Sviluppo economico, a disposizione ci sono dodici miliardi. Per il premier, sedici e passa. Quattro miliardi in più che, secondo il quotidiano, verrebbero sottratti al pacchetto destinato al trasporto aereo. Il che, per la Sardegna, sarebbe un’altra mazzata. Perché a rischio ci sarebbero anche i 40 milioni assegnati all’aeroporto di Olbia per l’allungamento della pista.
 Un’ipotesi che trova conferma in una telefonata, tutta da decifrare, ricevuta venerdì dall’assessore regionale ai Lavori pubblici, Carlo Mannoni. Dall’altra parte della cornetta c’era l’Enac, l’ente nazionale che vigila sugli aerei e le loro infrastrutture. L’Enac voleva sapere se la Regione avrebbe messo a disposizione i fondi per spostare una strada, passaggio irrinunciabile per poter potenziare lo scalo gallurese. «Sa, assessore, stiamo verificando tutte le risorse», gli è stato detto da un alto dirigente. Mannoni, sorpreso, ha fatto presente che i fondi ci sono già e che quindi non c’è (non dovrebbe esserci) alcun problema.
 In realtà, tutto è messo in discussione. La settimana prossima sarà decisiva per la ripartizione delle risorse: si terranno un vertice governativo e poi una riunione del Cipe, l’organismo che gestisce i soldi. E la Sardegna, troppo piccola e scarsamente rappresentata nella maggioranza di Berlusconi (non ha neppure un ministro), rischia di essere schiacciata dalle spinte nordiste per far spostare lì il grosso dei soldi. Ma anche le altre regioni meridionali, capaci di attirare maggiormente l’attenzione di Roma, sono una minaccia. Le risorse verranno infatti divise così: l’85 per cento al Sud, il 15 per cento al Nord.
 «C’è una discussione in corso sui fondi per le aree svantaggiate e ci sarà a breve una loro riprogrammazione», ammette il deputato di maggioranza Mauro Pili, contattato dalla “Nuova”. Che cosa succederà?
 Per Pili, berlusconiano di ferro, la Sardegna non verrà sacrificata. «L’allarme lanciato dalla Confindustria è legittimo ma eccessivo – spiega il deputato -. È vero che, solo per il G8, c’è stato un incremento dei costi e che l’intera questione finanziaria è all’attenzione del governo. C’è, in questo momento di crisi mondiale, l’esigenza di verificare tutte le risorse, sia statali che regionali. Il governo sta pensando, in vista degli imminenti investimenti, di agire in questo modo: basta con gli impegni di spesa che poi non possono concretizzarsi, sì agli investimenti che hanno la capacità di essere attivabili subito».
 Traduciamo. Il governo vuole spendere risorse per far ripartire l’economia. Una soluzione è quella di costruire strade. Ma le risorse sono poche, e il governo deve verificare quante sono, dove sono destinate. Poi, dopo un taglia e cuci, avrà in mano una certa somma. È un grande potere, anche per questo Tremonti sta cercando di sfruttare la partita a vantaggio del nord Italia. Lì, di opere cantierabili ce ne sono parecchie. «Ma – ripete Pili – i soldi per la Sassari-Olbia sono già impegnati e spendibili, quindi mi sento di dire che non saranno scippati».
 Ma la tensione è altissima. La Cgil è pronta alla mobilitazione: «Ormai i tagli di questo governo che ha sperperato miliardi per togliere l’Ici a chi non ne aveva bisogno, o per regalare Alitalia a imprenditori che non vogliono pagare nemmeno un centesimo per rilevarla – rileva il dirigente Antonio Rudas – stanno portando il Paese e la nostra provincia verso una situazione di grande difficoltà economica e sociale. Le battaglie di questi anni per ottenerne i finanziamenti e la sequenza impressionante di croci in uno tra i più insanguinati tratti stradali d’Italia, pare non abbiano sortito risultati». Di qui la richiesta d’interventi al forzista Settimo Nizzi, al sindaco di Alghero (e collega di partito), alla stessa Regione.
 Lunedì, in Senato sarà depositata un’interrogazione urgente sulla destinazione dei fondi. La annuncia Gian Piero Scanu, senatore del Pd, il primo, ieri, a reagire dopo l’allarme lanciato da Confindustria. «È stato molto importante il contributo che la Confindustria ha portato su questa vicenda, e molto importante è il lavoro della Regione che, giustamente, difende la Sassari-Olbia – attacca Scanu -. Politicamente, il tentativo del governo di portare al Nord le risorse del Sud è gravissimo. Noi siamo pronti a difendere quel progetto in tutti i modi, da oggi saremo mobilitati giorno e notte. Quella strada è un nostro diritto, rivendicato e riconosciuto da tutti, destra e sinistra». «Per questo – chiude il senatore del Partito democratico – mi aspetto che tutti, compresi i parlamentari della maggioranza, facciano sentire con Berlusconi la loro voce in difesa della strada».
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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 02 NOVEMBRE 2008

L’Sos degli industriali scuote il mondo economico dell’isola

OLBIA. Onore al merito: la Confindustria, l’associazione più vicina a Berlusconi e al suo governo, ha messo davanti a tutto la difesa degli interessi dei sardi.
 «Non solo dei nostri associati, ma di tutti i sardi», precisa il presidente regionale Massimo Putzu, industriale olbiese, uomo moderato nei modi e nella collocazione politica.
 «Prima di tutto, come Confindustria, abbiamo voluto segnalare questo rischio non perché di mezzo ci sono degli appalti cui i nostri associati sono interessati, ma perché quella strada è un’infrastruttura fondamentale per il nord Sardegna, per gli imprenditori che la usano per lavoro, per le migliaia e migliaia di persone che, ogni giorno, la percorrono per i più svariati motivi».
 Confindustria che fa classe dirigente, che non pensa solo ed esclusivamente ai suoi interessi più diretti. Ciò che, per decenni, le è stato chiesto di fare da più parti.
 Una volta tanto, è il Sud che dà una lezione al Nord. (g.pi.)

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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 02 NOVEMBRE 2008

Nuovi cantieri: intanto continuano le procedure esecutive

La questione degli espropri

OLBIA. Anche a Roma, c’è agitazione. Perché la battaglia sui fondi per le aree svantaggiate, se non sta innescando (al momento) un aperto conflitto tra governo e Regione, crea imbarazzo nella macchina statale.
 Da una parte, c’è la struttura di missione, che corre per far realizzare tutte le opere, proprio tutte, del G8, strade comprese (gli appalti sono in corso). Dall’altra, ci sono i ministeri che frenano sulle risorse.
 Quello della Sassari-Olbia è dunque un paradosso, una brutta storia all’italiana. I soldi, 470 milioni, sono della Regione. È vero, li ha ricevuti dallo Stato. Ma, giuridicamente, sono nella sua disponibilità. La Regione non ha fatto altro che chiedere al governo il via libera per la loro spesa. E questo non è arrivato, o meglio, non in modo chiaro e inequivocabile.
 Ma, a fronte di ciò, la struttura di missione continua a correre, come deve fare. Gli espropri per la Sassari-Olbia, con tutte le polemiche che sono nate di recente, sono stati ormai avviati: la struttura ha comprato, un mese fa, le pagine di alcuni quotidiani per avvisare i proprietari delle aree (i cui terreni sono indicati con fogli e mappali).
 Di più: è aperta la gara per l’assegnazione dei lavori. La Sassari-Olbia è stata suddivisa in otto lotti, dunque ci saranno otto distinte gare con la procedura accelerata. Sia Soru che il capo della struttura Balducci avevano pubblicamente annunciato che i cantieri avrebbero aperto a metà novembre, massimo ai primi dicembre, per due anni e mezzo di lavori. All’inizio del 2001, la nuova quattro corsie tra Sassari e Olbia, 75 chilometri in tutto, avrebbe dovuto essere pronta.
 La gara, i cui termini sono stati prorogati dal 15 al 30 settembre, è in pieno svolgimento, ma è anche vero che i tempi per l’assegnazione si sono allungati. Secondo alcune fonti, la struttura ha risentito dell’incertezza che regna sovrana nei palazzi ministeriali.
 Tutto è pronto o quasi, ma per l’annuncio dei vincitori, forse, bisognerà attendere ancora un po’. La settimana prossima dovrebbe essere quella decisiva per fare chiarezza su tutto il G8. L’unica certezza è che, alla Maddalena, i lavori per la costruzionen dei tre alberghi sono a buon punto, meglio del previsto. (g.pi.)
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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 02 NOVEMBRE 2008

Cgil: su Meridiana intervenga l’Aga Khan

«Iniziativa dei manager senza informare il principale azionista»

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di Guido Piga

OLBIA. «La minaccia di non pagare gli stipendi di novembre e dicembre è stata fatta da alcuni dirigenti, crediamo senza che l’azionista di maggioranza ne sapesse nulla. Anzi, speriamo che prenda subito le distanze». Perché per la Cgil l’obbiettivo dei “falchi” di Meridiana è solo quello di indebolire i sindacati nella partita per il rinnovo del contratto.
 «Non ci sono altre ragioni se non questa: i dirigenti, ansiosi di chiudere la trattativa con un contratto alla Cai, usano tutti i mezzi, anche questi inaccettabili» attacca Giancarlo Palanghi, segretario provinciale della Filt-Cgil, il settore del trasporto aereo.
 Dietro la minaccia («sono a rischio gli stipendi di novembre e dicembre» hanno comunicato alcuni giorni fa i capi area ai dipendenti di Meridiana) non ci sarebbe la mancanza di soldi in cassa, ma, per la Cgil, «una strategia che danneggia enormemente l’azienda».
 Meridiana sta vivendo una fase delicatissima, non solo perché il trasporto aereo è in crisi a livello mondiale (è sceso il prezzo del petrolio, ma è anche sceso il numero dei passeggeri). C’è una crisi tutta interna alla compagnia, ed è causata dalla vertenza sul rinnovo dei contratti. Sembrava che un’intesa fosse imminente, tra azienda e sindacati, soprattutto nel momento in cui è sceso in campo Claudio Miorelli, l’uomo della mediazione che l’Aga Khan ha richiamato in servizio. Dopo l’accordo di massima raggiunto a luglio su tagli al costo del lavoro e aumento della produttività, a settembre e ottobre è arrivata la gelata.
 Un po’ perché l’azienda, in molte parti, ha presentato un’offerta vicina al modello Cai, quello per la nuova Alitalia. Un po’ perché i lavoratori si sono divisi: i piloti da una parte, amministrativi e tecnici dall’altra. Le trattative sono saltate e, al momento, non ci sono segnali di ripresa. Il che, come ha denunciato l’Anpav, fa tornare lo spettro della chiusura di Meridiana, ipotesi avanzata a gennaio dall’ad Gianni Rossi in un’itervista alla “Nuova”.
 In questo contesto, sarebbe maturata la decisione dei dirigenti, previa autorizzazione di Rossi (non può che essere così) di annunciare ai dipendenti che la crisi è grave e che, per uscirne, è necessario che anche loro facciano pressione sui sindacati.
 Obbiettivo, far firmare loro il contratto con tagli del 30 per cento. Una forma di pressione che la Cgil respinge con sdegno.
 «Siamo convinti che sia un’iniziativa dei dirigenti, di cui l’azionista di maggioranza non è nemmeno a conoscenza. Anzi, ci aspettiamo che l’Aga Khan prenda subito le distanze da quest’iniziativa che non fa altro che danneggiare l’immagine della compagnia» dice Palanghi.
 Ma c’è anche un’altra vertenza che, a breve, potrebbe portare allo sciopero. Meridiana sta assumendo, e già questo stride con la crisi. In realtà, l’azienda sta dando corso ad accordi vecchi (sono del 2007). Per ridurre il precariato, Meridiana si era impegnata ad assumere a tempo indeterminato un gruppo di lavoratori.
 Nei giorni scorsi, sono stati messi al lavoro dodici assistenti di volo. «Ma non venticinque lavoratori del call center e dell’area tecnica – denuncia Palanghi -. Per questo abbiamo, insieme a Cisl e Uil, chiesto un incontro urgente alla dirigenza. Se non lo avremo, avvieremo le procedure per lo sciopero».

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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 02 NOVEMBRE 2008

Monti, la ferrovia al capolinea «Pesanti danni per le imprese»

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di Tiziana Simula

MONTI. La dismissione del trasporto merci su rotaia e la fine del servizio nello scalo ferroviario di Monti, importante snodo di smistamento per le merci in arrivo e in partenza dall’Alta Gallura, sono al centro di un’interrogazione presentata dal consigliere regionale Matteo Sanna al presidente Soru e all’assessore ai trasporti Broccia. L’esponente di An, chiede alla Regione un impegno per la riattivazione del servizio tra i porti di Golfo Aranci e Civitavecchia.
 Il consigliere regionale fa particolare riferimento allo scalo di Monti dove non arrivano più carri ferroviari da metà luglio. «La soppressione del servizio – attacca Sanna – sta avendo pesanti ripercussioni sulle imprese galluresi che erano solite servirsene per la propria attività, visti i maggiori costi del trasporto su gomma: risulta, ad esempio, che numerose cave di granito si trovano nell’impossibilità di inviare nel continente il materiale estratto in Gallura». Evidenzia, poi, il caso dell’azienda che gestiva lo smistamento delle merci nello scalo montino e che si è vista costretta a chiudere i battenti dopo vent’anni di attività. Una situazione che era stata sollevata nei giorni scorsi dalla stessa imprenditrice, Rosanna Parriciatu, la quale aveva denunciato la gravità delle ripercussioni che la fine del traffico merci stava provocando alle attività produttive dell’isola.
 Secondo il consigliere regionale la politica attuata da Trenitalia «rischia di avere ricadute gravissime sul tessuto produttivo gallurese, determinando la chiusura di imprese, il declino di interi comparti produttivi e, conseguentemente, una drammatica crisi occupazionale». Sanna chiede, quindi, al presidente della Regione Renato Soru e all’assessore Sandro Broccia «che la giunta regionale si impegni, di concerto con il Governo e Trenitalia, per riattivare il regolare collegamento tra Golfo Aranci e Civitavecchia. O, in alternativa – aggiunge Sanna -, per dotare la Gallura di collegamenti per il trasporto merci da e per il continente che consentano la ripresa di un regolare interscambio di materie prime e prodotti finiti, con costi analoghi a quelli che le imprese sostenevano fino allo scorso mese di luglio, per usufruire del servizio di trasporto merci su rotaia gestito da Trenitalia».

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da La Nuova Sardegna DOMENICA, 02 NOVEMBRE 2008

Con la macchina contro lo scooter, poi fugge

Ricercato dai carabinieri per omissione di soccorso, la donna ricoverata in ospedale

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di LUCA ROJCH
 OLBIA. Il cuore scoppia dentro il petto, le gambe si sciolgono. Le parole offendono la ragione. Spengono gli interruttori del cervello. Offuscano per un attimo la mente. Tutto il campionario peggiore dell’automobilista che litiga può dare origine a un terribile guaio giudiziario. Tutto per un banale incidente alla periferia della città. Le mani sul volante. La chiave gira, fa battere di nuovo il motore. Poi il piede che scende come un blocchetto sull’acceleratore e la macchina schizza via lontana, scoordinata, in fuga. Mentre il motore urla.
 La mente che ripassa i fotogrammi uno per uno, con la ragione che inizia a limare il senso di colpa e a lavorare sulla paura. «La strada sconnessa». «Lo stop». «Il motorino che andava veloce». «Lo scontro». «Le urla». «La fuga». Flashback. Racconto di uno scontro. Racconto di una mattina di ordinaria follia automobilistica. Una fiat Punto grigia urta contro uno scooter 50, uno Scarabeo. A bordo del motorino una donna di 48 anni, C.M.
 Il resto del racconto lo fanno i carabinieri che hanno fatto i rilievi e raccolto le testimonianze. Nei verbali dei militari viene riportata la dinamica dei fatti. La macchina dopo l’urto in via Apulia si ferma. Il guidatore scende, parla con la donna. L’adrenalina altera le voci. l’emozione, la paura dopo lo scontro e la convinzione di entrambi di avere ragione, bloccano qualsiasi ipotesi di dialogo. Poi l’uomo risale in auto e va via. Un gesto fatto più con la ragione dei nervi che con quella del buonsenso. Un gesto che può costare carissimo all’uomo.
 Il guidatore è stato denunciato per omissione di soccorso e ora i carabinieri sono sulle sue tracce. L’impatto è avvenuto nell’incrocio tra via Apulia e via Ferula, due traverse nella parte alta di via Vittorio Veneto. A vederle due strade qualsiasi che si innestano l’una sull’altra e formano un angolo di 90 gradi. Difficile vedere le auto che arrivano. Si riesce a intuire la sagoma solo all’ultimo. La Punto, secondo la ricostruzione di alcuni testimoni, ha urtato la moto guidata da una donna. Lei è rimasta sull’asfalto con la gamba in frantumi. Qualcuno ha preso nota di una parte dei numeri della targa della macchina. Sul posto sono arrivati subito i carabinieri della compagnia di Olbia, guidati dal comandante Luigi Bramati. Dopo le prime indagini hanno cominciato la caccia alla Punto grigia. Sono arrivati in pochi minuti anche i volontari del 118 che hanno caricato la donna sull’ambulanza e l’hanno portata al pronto soccorso del Giovanni Paolo II. Là un rapido passaggio prima di passare sotto i raggi x ed entrare nel reparto di chirurgia per ricomporre la frattura.
 I carabinieri sono sulle tracce del proprietario dell’auto. Ci sono più o meno 20 Punto grigie che cominciano con quel numero di targa. Non è troppo complicato risalire a chi in quel momento guidava l’auto. L’uomo è stato denunciato per omissione di soccorso. Per lui un banale scontro rischia di trasformarsi in un grosso guaio giudiziario. La donna non è in pericolo di vita. Dopo l’operazione, servita per rimettere insieme i resti dell’osso spaccato in diverse parti, ora la signora resta ricoverata in chirurgia.

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 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 02 NOVEMBRE 2008

Rubando sotto la pioggia

Saccheggiata dai ladri la vetrina di una profumeria

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OLBIA. Ladri profumatissimi, pronti a tutto pur di valorizzare il loro look. Passeggiavano alle 22,30 in corso Umberto sotto una pioggia torrenziale. Difficile non notare la strana coppia. Sotto il braccio uno dei due aveva un elegantissimo tombino, l’altro una lastra di marmo, e un sacco nero. Il kit per svaligiare un negozio. Erano certi di non incontrare nessuno, il tempo era dalla loro, e confidavano nello scroscio costante del diluvio. Rumore di sottofondo che con qualche colpo di fulmine avrebbe coperto il fragore della vetrina in frantumi. Certi di non essere sentiti i due, con molta probabilità stranieri, hanno spaccato il vetro dell’espositore della profumeria Cucciari-Limoni di corso Umberto. Colpi di tombino e lastra di marmo contro il vetro antisfondamento. Che alla fine sotto le robuste mazzate ha ceduto. Velocissimi hanno riempito il sacco nero e si sono allontanati. Il raid è durato meno di tre minuti. Giusto il tempo perché le pattuglie di polizia e carabinieri arrivassero. Più rapidi delle forze dell’ordine nel ripulire la vetrina. Ma non così abili a seminare gli agenti e i militari che li braccavano per le vie del centro. I ladri riempito il sacco hanno subito imboccato una via laterale, certi di essere ingoiati nel dedalo di stradine che si intersecano intorno a corso Umberto. Un labirinto in cui ci si può muovere solo a piedi. Ma le forze dell’ordine avevano intuito le loro intenzioni. I ladri sono stati costretti a lasciare il prezioso e profumatissimo bottino. Hanno scelto una poco gloriosa e glamour fuga a mani vuote. Un altro raid nel cuore della città. Solo qualche mese fa un gruppo di teppisti aveva devastato auto, vetrine e fioriere di corso Umberto. Sempre nel weekend, sempre di notte. Ma il centro storico non è più terra di nessuno. Gli episodi di violenza sono diminuiti in modo drastico da quando i carabinieri hanno intensificato i controlli. In modo particolare la scelta di mettere una stazione mobile in piazza Regina Margherita ha dato maggiore sicurezza alla città. Non solo un presidio vigilare tra le vie principali, ma anche un fondamentale punto di contatto con la città. I carabinieri si dimostrano ancora più vicini ai cittadini. Nella stazione è possibile per i privati presentare anche le denunce. Ma la centrale è una mini caserma sul territorio da cui partono le pattuglie a piedi di carabinieri che controllano le vie del centro storico. (l.roj.)
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OLBIa PROVINCIA Cgil: su Meridiana intervenga l’Aga Khanultima modifica: 2008-11-02T07:12:54+01:00da olbias
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